Immigrato_soloAnche la popolazione immigrata soffre la crisi. Sarebbe una considerazione piuttosto banale se non fosse supportata dai dati interessantissimi che emergono dal 12esimo rapporto dell’Osservatorio regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim) della Lombardia.

Innanzitutto, nel 2012, per la prima volta in dieci anni, la Lombardia (dove vive circa un quarto dei 5 milioni e 200mila immigrati presenti in Italia) registra un calo della popolazione immigrata: tra regolari e non, sono 1 milione 237mila gli stranieri residenti (33mila in meno rispetto al 2011, meno 2,6%). Significa che in Lombardia ci sono 12 stranieri ogni 100 residenti, a Milano 19, a Brescia 16, a Mantova 15 (solo la città di Milano, con 248 mila presenze, ha «perso» 14mila stranieri).

Famiglie. Cresce il radicamento delle famiglie con figli: aggregano il 41,5% dei presenti contro il 25,2 di dieci anni fa. Aumentano le unioni tra donne straniere e uomini italiani: nel 2012 sono 58mila le immigrate che hanno un partner italiano (+14% rispetto al 2011).

Gli irregolari. Sono 96mila (7,8% del totale), 20mila meno rispetto al 2011. Il calo è dovuto al crollo dei flussi migratori e ai rientri dovuti alla crisi economica e alla mancanza di lavoro; l’indagine inoltre rivela che l’11,4% degli intervistati ha intenzione di lasciare l’Italia.

Le provenienze. Il 2012 ha segnato il boom degli est-europei con 437mila presenze, ben 344mila in più rispetto al 2011 (+371%). Al secondo posto gli asiatici con 294mila presenze e un incremento di 185mila unità ma calcolato su undici anni (+170%). Al terzo posto i nordafricani con 237mila presenze, poi i latinoamericani con 165mila. Le nazionalità: i rumeni sono 170 mila, i marocchini 128mila, gli albanesi 116mila.

Età media e studi. L’età media degli stranieri ultraquattordicenni è di 35 anni. Rispetto al 2001 è raddoppiata la quota di ultraquattordicenni nati in Italia o arrivati prima della maggiore età. Il 45,6% delle donne ha un diploma di scuola superiore, oltre un sesto la laurea (gli uomini sono diplomati nel 43,4% dei casi e i laureati scendono al 12,3%).

Redditi in calo.
Il reddito medio mensile per famiglia è calato di 100 euro in un anno: da 1.500 a 1.400 euro. Diminuiscono anche le rimesse all’estero (calano dal 33% al 28,3 coloro che dichiarano di inviare «a casa» più di 100 euro al mese) e la capacità di risparmio (solo il 27,8% riesce a mettere da parte più di 100 euro, l’anno precedente il 34,7%).

Lavoro e disoccupazione. Per gli uomini il tasso di disoccupazione è in netta crescita rispetto al 2011 (18,1%, era il 13), per le donne 11,9% contro 10,9%. La disoccupazione registra tassi elevati soprattutto a Milano città (20,1%), Lecco (18,1%) e Monza-Brianza (17,2%). Le donne tendono a rinunciare alla ricerca del lavoro (casalinghe), e sono più portate ad accettare occupazioni irregolari. Come accade per gli italiani, la metà di chi ha meno di 30 anni ha difficoltà di accesso al lavoro (il 30,6% è inattivo, il 19 è disoccupato). Il tasso di disoccupazione dei 30-44enni (14%) è superiore a quello degli over 45 (12,9%). Le donne guadagnano più degli uomini: il reddito medio familiare più alto è associato alle donne over 45 presenti da diversi anni in Italia (1.935 euro al mese).

La scuola. Gli alunni stranieri sono in aumento e sono passati da 173.051 a 184.592 (+ 6,7%). Rappresentano il 24,4% del totale degli alunni stranieri presenti in Italia.

 

Luca Fazio
Il manifesto 27/3/013